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In nova fert animus mutatas dicere formas corpora.
[L'estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi]
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scritto da cronomoto nel tempo 20:15
martedì, 02 giugno 2009



Dove sei stato, mio anfitrione, per tutto questo tempo.
Mi ero ritirata nella tua stanza più alta, con la presunzione di sorvegliare l’orizzonte.
Ho svolto ogni formula all’incontrario, smontando deduzioni razionali, sgonfiando induzioni illogiche (a questa specie appartengono certe attese che divorano il tempo). Non è rimasto nulla di eventuale o incerto, dentro di me e i pensieri, ho imparato a domarli e convogliarli scenograficamente come gas tossici e colorati fuori di casa. Così mi sentivo al sicuro. (Così forse abbiamo fatto in molti)
Se ne sono andati i corvi, se ne sono andate le nuvole, ma è sparito anche il cielo.
Torna qui a far l’aria sottile, a farla bruciare, a giocare cambiando di nascosto i filtri al sole, a far le ombre azzurre e rosse.
Torna in ogni casa, e scrivi (su polsini, fogli andati persi, sul cartone della pizza, basta che scrivi...)

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categoria : ultimo neurone, nomaps

scritto da cronomoto nel tempo 09:28
sabato, 01 novembre 2008


Les Aliénés voyageurs*
(Gli alienati viaggiatori, o gli alieni viaggianti fate voi)


charcot
 

Pensavo a un post che contenesse i termini spettrofotometro boleano perequare (che io perequassi, io perequerei) sciabordio lucore jamming.
Purtroppo, l’avatar Cronomoto si è opposto e riporto una lettera scritta di suo pugno.
 
Amico caro,

immagina qualcuno che viva in uno stato cerebrale perennemente alterato, anche quando dorme. Ma si tratta, per questo qualcuno, di uno stato naturale, pur essendo sopraggiunto (come segnalato dalla letteratura medica) in età matura. Comporta un unico inconveniente.
La fantosmia può presentare aspetti gradevoli, ad esempio un profumo di fiori bianchi può sovrapporsi a quello delle pagine del libro che stai leggendo. O aspetti grotteschi, quando il profumo di chi ti è vicino è talmente forte da farti  scappare. Ma a queste cose ti abitui.

Non guardarmi così, ogni epoca ha avuto le sue pazzie: isteria, depressione e tra poco saremo troppo vecchi per vivere, rimbecilliti da demenza senile e Alzheimer.  

Non comportando questo mio stato alcun pericolo sociale sono certo che non sarà un problema per nessuno, e nessuno se ne curerà o lo curerà, nonostante un incremento dei casi negli ultimi anni.  Non mi sento più o meno folle di altri.  Non lo è quel bambino che in una passeggiata immagina macchinari immensi sospesi tra una montagna e l’altra. O quell’uomo, che sta facendo a pezzi il navigatore dopo averlo sfidato prendendo per giorni la direzione contraria a quella indicata, così, per gioco, ed è arrivato ugualmente a destinazione (a casa). O la donna che batte i pugni per ore sulla porta perché vuole entrare o uscire, non sa, e il marito piange (verrà per lei anche il tempo degli specchi, che saranno da coprire, nascondere, perché non se la prenda con loro e non si faccia del male).

Non è forse pazzia quella che mi pare di intravedere oggi nell’ostinazione a far valere realtà ambivalenti con forza e presunzione, al punto di convincere noi per primi che non si sta mentendo a nessuno?  
A questo non sono ancora preparato, e torno al mio viaggio contrelamontre.


Pantiloni mi insegna che contrelamontre "contro l'orologio", significa lottare contro il tempo quando in realtà il primo elemento contro cui si lotta in bicicletta è l'aria, il vento.

*Titolo scoperto in “I viaggiatori folli
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categoria : ultimo neurone, crono source code, nomaps

scritto da cronomoto nel tempo 15:10
domenica, 12 ottobre 2008

Appuntamento col deserto


desertMoebius


Sono uscito troppo presto dal forte, questa mattina.  Se mi fossi limitato a seguire gli ordini, sarei rientrato senza sorprese, come ogni giorno. Ho potuto osservare il movimento di ogni istante mentre si snodava, anticipando e scostandosi dalla realtà desertica che tutti conoscono.
Ora non so cosa potrebbe accadere, per questo preferisco dirti semplicemente come è andata, il mio orologio è fermo, il sole è fermo, quel che non è più fermo è il deserto.

Immagine di Moebius

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categoria : nomaps

scritto da cronomoto nel tempo 20:45
mercoledì, 07 maggio 2008

Blended colours
 
Ti racconto questa storia perché vorrei che tu la scrivessi. Ieri, in auto, andavo a prendere mio figlio che tornava da una gita scolastica. La strada è quella che percorro spesso: due rotonde e poi avanti dritto fino al centro. I pensieri erano i soliti, appena scombinati da una buona notizia, inaspettata: testa leggera, un po’ di euforia incredula, trattenuta (così potrò tenerla accanto a me per un tempo più lungo), e la voglia di vedere come era cresciuto. Hai mai notato come crescono i figli quando stanno lontani, anche solo per qualche giorno?
 
Mentre affronto la seconda rotonda mi devo fermare: un Masai.
L’andatura leggera, il portamento, le vesti rosse e un atteggiamento quieto e insieme di sfida rendono irreale la città, incomprensibilmente vuota nel pomeriggio a tarda ora, e mi spingono a lasciarlo  passare. Svolta a sinistra e ci ritroviamo sulla stessa strada a due corsie, uno accanto all’altro. Per qualche istante affiancati, poi improvvisamente scarta, lasciandomi sola. La sua è un’eleganza straordinaria: è naturale e di chi sa che niente e nessuno potrà fermare la sua giusta corsa.
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categoria : crono source code, nomaps

scritto da cronomoto nel tempo 21:07
lunedì, 31 marzo 2008


INVENTARIO
 




Li strappo via, uno a uno.
I primi oppongono resistenza: stratificati come lastre di pietra lavorate dal tempo geologico, segnano l’età. Sono ostinati, non è facile liberarsi dei pensieri che sono da sempre con noi, e oggi mi costa uno sforzo immenso accatastarli con le poche forze che ho, senza che si frantumino.
Scosto con attenzione quelli impressi dall’infanzia; li sistemo con cura, uno accanto all’altro, secondo i colori dell’arcobaleno e in base agli odori, ordinati per grado di nostalgia.
Piego meticolosamente gli strati di tessuto leggero, ormai consumati, che erano l’ala del mio parapendio; senza rimpianto li ripongo nella loro sacca.
Levo la pelle del lupo, soffocante, che non lascia passare la luce, mi sarà più facile avere chiarezza.
Scollo le trame cedevoli in cui sprofondavo, e le superfici respingenti, che mi isolavano da tutto. Arrotolo  sudari, teli umidi di pianto.
Rimuovo filtri festosi, facevano il sole bello: il mio occhio non sia ingannato dall’apparenza.
 
Ora i pensieri sono perfettamente catalogati, secondo criteri ineccepibili, non più confusi in quella consistenza che  era però  la consistenza delle mie giornate.
Hanno perso la loro andatura ampia e sciolta. L’anima è vuota, la mente è vuota, a dispetto di tutto l’impegno per questo inventario;  l’unica speranza è che  io sia in grado di riportare i miei pensieri composti e freddi a un nuovo disordine spontaneo.
 
 
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categoria : nomaps

scritto da cronomoto nel tempo 20:11
martedì, 11 marzo 2008


DA NIBIRUCHANNEL
 

Nella terra in cui abito un consesso di saggi ha risolto da molto tempo i problemi del nostro popolo: oggi viviamo in un equilibrio perfetto.
Sono qui ad illustrarvi i punti fondanti del Protocollo, nella speranza possano rivelarsi utili anche sul vostro pianeta.
 
1 - A una certa età viene concessa l’Opzione. Essa permette di superare brillantemente il problema della convivenza pacifica tra razionalità ed emozioni. Ci si può liberare in una sola volta delle une o delle altre. Una divisione netta mi ha concesso di non perdere nulla. Nella vita diurna la razionalità mi impedisce di caracollare tra pensieri sensibili, intrusivi; di notte i sogni  spazzano via la mappa di ragionevolezze costruita durante il giorno.
Il mattino lo specchio è di nuovo pulito da chimere, demoni e tristezze.
 
I nostri saggi hanno creato attività sportive che sono anche nuove professioni, risolvendo il problema della disoccupazione e convogliando le energie del tempo libero in attività non dannose alla società. Anzi.
 
 2 - I Cacciatori di Sensibilità, ad esempio, riequilibrano l’ambiente per eventuali deroghe al punto uno.

 3 - Gli Auscoltatori di Lamentazioni hanno il compito di trasferire le lamentele nel loro immenso timpano artificiale, cosicché il mondo viene costantemente pulito da questo noioso rumore di fondo.

4 - I Semantici, dopo un Master speciale in Sartoria, possono travestire le menzogne, confezionare loro un abito, inventando sinonimi accattivanti perché non facciano male neanche in fondo all’anima, a chi le racconta.
 
5 - Gli Uomini Vettore esercitano la loro forza sugli individui annoiati, danno loro l’illusione di essere strattonati da tutte le parti verso avventure incredibili. Poco importa se in realtà si è sempre fermi.
 
6 - Per i casi estremi sono stati forgiati i cappotti antitristezza. Quando accade qualcosa di dolorosamente insopportabile, viene regalato un cappotto, che permette di scaldarsi finché il dolore non fa il suo corso.

7 - Gli Scambisti, risorsa di cui andiamo orgogliosissimi, sono pronti a sostituire i loro problemi con i vostri. Ma con il pensiero.
Quando ad esempio sarete stanchi/e del lavoro, della casa in cui abitate, potrete abbandonarvi all’idea di un cambiamento; ma sapete quanto pesante è un trasloco, quanto rischioso è di questi tempi cambiare lavoro, non parliamo del resto. Basterà uno scambio del pensiero.
 
Vs. affezionatissimo
Annunaki


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categoria : ultimo neurone, nomaps

scritto da cronomoto nel tempo 13:15
sabato, 01 marzo 2008



E’ SPARITA LA FERMATA

 
That was when most of the Russian soldiers had already left the former East Germany.
These looked so lost in time. Can you feel how scratchy those coats are? (W.W.)



Ero così assorto a immaginare cosa passava nella mente delle persone accanto a me, che i miei pensieri devono aver scavalcato la fermata.
Sono davanti all’orologio del tempo del mondo, ad Alexanderplatz. E’ consuetudine incontrarsi sotto il gigantesco Weltzeituhr, oggi stanco e distratto, ma qui nessuno mi aspetta.

Accanto, il sole impallidisce; i militari sembrano usciti da una nebbia che scherma i rumori e li allontana dal resto della piazza quasi fossero protetti da una bolla: senza opportunità di scambio con l’esterno.
La postura dei soldati scontorna tristezza, o forse una perplessità dopo un successo tanto sognato.

Del loro smarrimento non c’è documento, né altra traccia al di là della smagliatura che si è creata tra la piazza e i sotterranei della metropolitana.
Sono rimasto ad ascoltare le loro emozioni disposte a cerchio, adesso vorrei trovare un pertugio e tornare indietro, ma è sparita la fermata della U-Bahn: l’orologio è tornato scrupoloso, attento a ripararmi dal groviglio di cui è fatto realmente il tempo. E’ lì per impedirci di decifrare le sue trame e i percorsi sottili che si intrecciano, non visibili. Così amorevole da blindarmi in questa piccola sfera occulta.
 
 
 
Foto rubata a Wim Wenders
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categoria : sogni, cronoracconti, nomaps

scritto da cronomoto nel tempo 07:04
giovedì, 21 febbraio 2008


E' in linea
Buràn n° 4: Il cibo




"Di cosa parliamo, quando parliamo di cibo?"
Lo scopriamo a casa di
Effe che ci guida verso storie da divorare.


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categoria : nomaps

scritto da cronomoto nel tempo 15:12
venerdì, 11 gennaio 2008

BOOK OF SATURDAY








Su libri e silenzio qui,
Non correre, in silenzio, qui,
Il testo di Book of  Saturday (King Crimson), qui
Immagine dal silenzio
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categoria : letture, sogni, nomaps

scritto da cronomoto nel tempo 21:22
sabato, 10 novembre 2007

 
 
UNA LINEA

 
 
 
 
 
 
Vengo spesso sulla Torre di Galata, per osservare il confine. Mi hanno detto che da questa terrazza circolare, nell’ultimo lembo di Bisanzio, alcuni hanno visto la linea tenue tra Oriente e Occidente vibrare e spostarsi di continuo.

Sono tornato quassù cento volte: non una sola oscillazione. Ma poi oggi, per un istante, mi è parso di vederla con la coda dell’occhio scansare rispettosa, avvolgere con compassione; vuole guardare più da vicino, incuriosita. Decide da sola, penso. La Terra ha volontà e coscienza proprie, deduco. Vive.

Adesso che so, e scendo precipitosamente le scale della Torre, sento il rumore del mondo che gira, e anche se non mi resta un filo di voce, è di questo urlo che vorrei ridere e piangere con voi.
 
 
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categoria : cronoracconti, nomaps