Confessioni di un camaleonte impressionista
La sfumatura è un gesto. Si tratta di allungare una zampa, indietreggiare con cautela, appiattirsi assecondando il confine di un’ombra.
La mimesi non è una questione di timidezza, ma di distanze.
Cercherò di spiegare, anche se non è semplice illustrare questi concetti a voi (che tutt’al più arrossite o impallidite).
Sono attratto, come è naturale, dai colori vicini, non esplorati. Al tempo stesso però non vorrei abbandonare quello al quale mi sono perfettamente adattato: sogno di fondermi con entrambi e restare lì, a metà, per sempre.
E non crediate che parli a vanvera. Ho studiato le leggi sull’accostamento dei colori di Chevreul e ho vissuto un periodo visionario in cui mi sembrava di possederli tutti, ma poi ho capito che la mia era una solitudine o forse solo un'utopia.
Non c’è miglior cosa del distacco, mi hanno detto, smetterò di vivere in modo compulsivo sfumature e cambiamenti. Adesso mi sto dedicando alla cronofotografia: ogni istante è scandito, forzatamente distanziato dal precedente. Così potrò tenere sempre a mente che si può vivere benissimo allontanandosi da quanto c’era un attimo prima.
Ma, lo dico solo a voi (e anzi vi prego di non divulgare il mio segreto), presto andrò a vivere in uno Zoopraxiscopio, così non mi ruberanno l’illusione della vita.
O forse sì.
Q u i le mutazioni di Lemmaelabel