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scritto da cronomoto nel tempo 23:29
mercoledì, 29 agosto 2007


 

COME CRISTALLO

 

La mia posizione è invidiabile. Immagina una vita rivolta all’interno di questa casa, ma anche verso il mondo esterno: un confine siliceo, alla finestra. Una fortuna vivere nell’incertezza: non so quale delle due realtà sia quella inconsistente.

In giornate come questa, quando la pioggia mi trasforma in quadro liquido, la mia trasparenza lascia filtrare sogni  tra queste mura.

Mentre il tempo passa, mi basta strappare col pensiero i rami più alti agli alberi di fronte per tornare indietro nella memoria.

Uno  sguardo azzurro e giovane mi supera e va oltre le piante,  ancora arbusti, fantasticando di fucili, archi di nocciolo e altro ancora, ma non ne fa parola con nessuno.

Mi dispero per quello che succede dentro queste mura, vorrei portarlo fuori a giocare, e mi dispero per il mondo-fuori,  che vorrei portare al riparo qui dentro.

Come cristallo cado in frantumi, ora che lo osservo cresciuto,  gioca solo tra gli alberi.

 

Permalink _ commenti (29)
Commenti
#1    30 Agosto 2007 - 09:17
 
grazie!
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#2    30 Agosto 2007 - 09:47
 
perchè dire una cosa qualsiasi. Spesso non riesco a spiegare cosa ho dentro,
così lascio che gli altri inventino per me.

Si! lasciamo che il cristallo finisca di cadere,
spezzarsi ancora e ancora raggiungendo terra
senza rimpiangere nulla,
facendo tacere ogni dolore, pensando che almeno così
si è più vicini possibile all'intelligenza.







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#3    30 Agosto 2007 - 11:20
 


R. Magritte, La lunette d'approche, 1963
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#4    30 Agosto 2007 - 12:07
 
il buio oltre la finestra?
no...
spezziamoci rompiamoci in mille pezzi frantumiamoci
tanto poi c' e' sempre il tasto di rewind
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#5    30 Agosto 2007 - 12:14
 
giarre: grazie :)
buio o nulla o gioco di specchi e illusioni, meglio frantumarsi contro la realtà , sì

cominciare:
sì...
(e grazie per il tuo bellissimo post)
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#6    30 Agosto 2007 - 13:11
 
Questo post direi è cristallino. E sottolinerei la frase Mi dispero per quello che succede dentro queste mura, vorrei portarlo fuori a giocare, e mi dispero per il mondo-fuori, che vorrei portare al riparo qui dentro che è bellissima e molto dolce, perdipiù se pensi che è un vetro a dirla :)
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#7    30 Agosto 2007 - 20:10
 
Un cristallo che rappresenta il confine tra il "dentro" ed il "fuori". Un cristallo che è costantemente al limite...
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#8    30 Agosto 2007 - 23:25
 
Arimane, ho guardato più volte la tua finestra, oggi, la prima cosa che ho notato è stato il buio fuori; per cogliere il gioco ottico che rivela "altro" ho dovuto aspettare che i pensieri si distendessero.
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#9    30 Agosto 2007 - 23:41
 
Tenda: o una madre

MingusSamba: quello del confine è un mestiere difficile :)
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#10    01 Settembre 2007 - 10:33
 
che bello sarebbe poter portare dentro il mondo-fuori e riuscire a tenerlo al riparo da sé
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#11    01 Settembre 2007 - 15:34
 
solo tragli alberi non sempre si è soli. però ci si può facilmente inalberare.
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#12    02 Settembre 2007 - 19:47
 
splendida immagine poetica
gipsy
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#13    03 Settembre 2007 - 12:02
 
Aitan:
peccato che non ne siamo capaci...

Ipse:
;)
è più facile sentirsi liberi che soli, tra gli alberi

Gipsy: lo dico al vetro ;)
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#14    03 Settembre 2007 - 15:22
 
passo, leggo, ti ammiro, ti saluto
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#15    04 Settembre 2007 - 19:07
 
concordissimo ;-)
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#16    05 Settembre 2007 - 23:57
 
Anch'io ho pensato a Magritte.
Un saluto.
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#17    06 Settembre 2007 - 07:39
 
basterebbe aprir la finestra.
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#18    06 Settembre 2007 - 08:26
 
*...
e che talvolta (si) fa specchio
...come riflesso, e scambio,
e accompagnamento...


bisousréfléchis !







*"casa sin ventanas" di walter rosso
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#19    06 Settembre 2007 - 15:05
 
Vario: passo a vedere come sta il gatto sulla tastiera :o)

Ipse: da te passo ad ammirare gli "esempi di ho"

Nebbie: Magritte lascia a noi, al nostro occhio, decidere cosa vedere.
un caro saluto

Giarina: :))))))
e magari in bella vista una delle tue ultime installazioni ("aiutati che il ciel t'aiuta")

Madeinfranca:
i vetri alle finestre sono anche fragili, ma se possiamo paragonare noi a delle case, essi impediscono ad ognuno di essere qualcosa di opaco, chiuso agli altri nella propria particolare, singola esperienza

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#20    06 Settembre 2007 - 15:10
 
che bello rileggerti :)

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#21    06 Settembre 2007 - 15:48
 
mai "sin ventanas"...dunque,
siano cristallo confine siliceo
a specchio fragili...

bis/ous !

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#22    06 Settembre 2007 - 15:56
 
Maia!!!! arrivo

Madeinfranca: :)
vado a raccogliere i vetri rotti ...
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#23    06 Settembre 2007 - 16:27
 
troppo onore! :)
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#24    06 Settembre 2007 - 16:34
 
Maia:
:o))))

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#25    08 Settembre 2007 - 02:54
 
affascinante post, come sempre, come può esserlo dar vita e voce alle cose...
grazie per i passaggi, un saluto, M.
:)
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#26    09 Settembre 2007 - 19:01
 
...e poi non dimentichiamo che quando piove mia moglie dice: "corri a chiudere le imposte, che si sporcano i vetri!"
Quante attenzioni.
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#27    15 Settembre 2007 - 18:13
 
viaggi sempre su un confine, una terra di nessuno che ti fa sdoppiare e desiderare sempre, in modo struggente, l'altra parte . Ma non cadi mai definitivamente né di qua Nè di là....saresti un'ottima migrante (che cacchio volevo dì? Commento criptico).
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#28    05 Novembre 2007 - 12:25
 
ma come è bello rileggere questo post, proprio adesso, nel momento in cui sto scrivendo di una finestra...
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#29    05 Novembre 2007 - 19:02
 
Nebbie: grazie, anche per quello che hai scritto da Remo.
Adesso aspetto la tua finestra
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