COME CRISTALLO

La mia posizione è invidiabile. Immagina una vita rivolta all’interno di questa casa, ma anche verso il mondo esterno: un confine siliceo, alla finestra. Una fortuna vivere nell’incertezza: non so quale delle due realtà sia quella inconsistente.
In giornate come questa, quando la pioggia mi trasforma in quadro liquido, la mia trasparenza lascia filtrare sogni tra queste mura.
Mentre il tempo passa, mi basta strappare col pensiero i rami più alti agli alberi di fronte per tornare indietro nella memoria.
Uno sguardo azzurro e giovane mi supera e va oltre le piante, ancora arbusti, fantasticando di fucili, archi di nocciolo e altro ancora, ma non ne fa parola con nessuno.
Mi dispero per quello che succede dentro queste mura, vorrei portarlo fuori a giocare, e mi dispero per il mondo-fuori, che vorrei portare al riparo qui dentro.
Come cristallo cado in frantumi, ora che lo osservo cresciuto, gioca solo tra gli alberi.
